Stefano Zartin vince Artrise 2021

 In Eventi

Il lavoro di Zaratin parte dalla riflessione sulla differenza tra chi ha qualcosa da mettere nel piatto e chi non lo ha. Tra chi vive nel “mondo occidentale” ed è abituato ad usare le posate con gesti automatici, come automatica è l’azione di alimentarsi e chi non ha nulla da mettere nel piatto. Le posate, in questo caso, sono un “orpello”, non hanno alcuna funzione, sono completamente inutili, allo stesso modo delle forchette, coltelli, cucchiai, realizzati dall’artista, che in alcuni casi, diventano qualcosa di pericoloso, e proprio per questo capaci di destare in noi la consapevolezza del significato di “nutrirsi”.

La lama di un coltello è divenuta così esigua da rompersi al primo tentativo di utilizzo, mentre il manico di un altro, ha delle spine che rendono impossibile impugnarlo. Gli spazi tra i rebbi di una forchetta sono riempiti con degli altri rebbi mozzati, alla parte concava di un cucchiaio è saldata una parte uguale con un piccolo foro al centro, scoraggiando chiunque all’idea di sorbire un brodo.

In ultima analisi, discernere tra cosa è utile e cosa non lo è forse meno facile di quanto si pensi.

Le posate sono state inserite all’interno di teche in plexiglass che hanno la base costituita da paraffina, all’interno della quale sono state inserite le immagini delle stesse, stampate su acetato, come a formare un doppio che si sta sgretolando. La disposizione ‘a croce’ delle quattro teche ha un chiaro rimando al titolo.

Una giuria di altissima qualità formata da Mara Risitano e Matteo Mo fondatori dell’ ensamble S139, Valeria Fondi, artista visiva , Marianna Foglia collezionista e operatore culturale, Giuseppe Compare gallerista e proprietario di Shazar Gallery, i fondatori di Officinarkitettura srl, Leonardo Porcelli architetto e fondatore di Stilemi, Livio Girivetto Mesnio artista e scenografo, il collettivo SVA, hanno scelto 10 artisti finalisti (venuti da tutta Italia) per esporre nella collettiva inaugurata il 27 novembre ed in mostra sino al 27 gennaio 2022, la loro opera sul tema proposto, quest’anno riflettere su ciò che è FUTILE O UTILE preso da un principio biblico nella prima lettera ai Corinzi 10:23-24

Il vincitore realizzerà una sua personale presso la Galleria OAH di Ivrea, con la supervisione di Monica Cremaschi ed il suo team, oltre a poter sviluppare una collaborazione artistica con Officinarkitettura srl.

Futile o Utile? | Useless or Usefull colelttiva Artrise 2021

in mostra fino al 27 gennaio 2022

L’evento è stato organizzato con il Patrocinio della Città di Ivrea

Visite su appuntamento ph +39 3385093563

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